IL KOMBUCHA I MIEI CONSIGLI PER COME PREPARARLO E CONSUMARLO

IL KOMBUCHA I MIEI CONSIGLI PER COME PREPARARLO E CONSUMARLO

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Il Kombucha ha molti benefici,ma è opportuno darti qualche consiglio su come preparare e conservarlo.

Il kombucha preparalo da te per avere la certezza che non siano stati aggiunti additivi o conservanti.

La cosa migliore è iniziare la prima volta con due/tre litri di thè.

La seconda volta passa a 4 litri, mantieni sempre i 4 litri per vaso.

Fare attenzione perché la coltura muore se viene inserita in una soluzione nutriente bollente o calda.

Deve essere fredda o appena tiepida.

Coprire l’imboccatura del recipiente di fermentazione con una stoffa leggera del tipo di un tovagliolo o un panno di carta.

Lo scopo è di tenere lontani eventuali moscerini della frutta e altri inquinanti come polvere, polline ecc.

Fissare il tovagliolo al bordo del vaso

La fermentazione dovrebbe proseguire per almeno 8/12 giorni, a seconda della temperatura.

Più alta è la temperatura più veloce è la fermentazione.

Il periodo di 8 /12 giorni è puramente indicativo.

La coltura di Kombucha ha bisogno di un luogo tiepido e tranquillo dal quale in nessun caso dovrebbe essere spostata.

La temperatura del liquido non dovrebbe scendere sotto i 20°C e non salire sopra i 30°C (la temperatura ideale è di circa 23°/27°C).

La luce non è necessaria.

La coltura lavora anche al buio, ma può invece essere danneggiata dall’esposizione diretta al sole.

Un luogo ombreggiato è il più indicato.

Durante il processo di fermentazione lo zucchero viene convertito in gas (CO2), vari acidi organici e altri composti.

È la combinazione di questi processi che da alla bevanda del Kombucha il suo gusto caratteristico.

L’infusione è dolce al principio, ma la sua dolcezza diminuisce man mano che lo zucchero viene trasformato.

Allo stesso tempo si sviluppa un gusto acido come risultato dell’attività dei batteri, avviene così una transizione dal dolce all’aspro.

Se si preferisce una bevanda leggermente dolce la fermentazione deve essere interrotta prima.

Per ottenere un gusto secco o leggermente aspro la fermentazione può continuare più a lungo.

Quando il tè ha raggiunto il giusto grado di acidità (pH 2,7 – 3,2), a seconda del gusto personale, rimuovere la coltura con le mani pulite.

Con l’esperienza basterà osservarne il colore e l’odore per capire che la fermentazione è arrivata al punto giusto.

In seconda fermentazione si dovrebbe lasciare maturare per minimo cinque giorni.

L’attività dei batteri viene bloccata a causa dell’imbottigliamento, perché privati dell’aria, mentre i lieviti continuano a lavorare.

Se le bottiglie sono tappate fermamente il gas prodotto dall’attività dei lieviti non può uscire così da produrre una bevanda effervescente.

La bevanda al Kombucha si manterrà per mesi.

Non c’è da preoccuparsi, i lieviti termineranno la produzione di gas ad un certo punto.

Mantenere le bottiglie in un luogo fresco.

Come e quando bere il Kombucha

La cosa migliore è che ognuno si regoli da sé, in base alle proprie esigenze e al proprio metabolismo.

Per fortuna non siamo tutti uguali e come per tanti altri prodotti naturali, non esistono regole assolute.

Molti benefici si manifestano già dopo 4/6 settimane dall’inizio della regolare assunzione, ma per alcuni tale periodo può essere molto più breve.

Ultimo Step: mettilo a fermentare - Ultimo step di preparazione del Kombucha: copri la caraffa in vetro e lascialo fermentare a temperatura ambiente

Non c’è limite al suo utilizzo.
Se la temperatura di fermentazione è corretta e la preparazione è avvenuta con tutti i crismi del caso, indicativamente dopo 15 giorni/un mese il fungo dovrebbe dar vita a nuovi «figli».

Quando hanno raggiungo lo spessore di due centimetri, il nuovo SCOBY può essere rimosso e utilizzato per una nuova preparazione..

Punti importanti da osservare

A volte la coltura galleggia in superficie, ma a volte si posa sul fondo del recipiente.

Vanno bene entrambe le situazioni.

Quando la coltura si adagia sul fondo, una nuovo coltura (una coltura figlia) comincerà a crescere in superficie.

La coltura di Kombucha ha bisogno di più volte di riprodursi,lei comincia con uno strato sottile e trasparente.

La nuova coltura crescerà più spessa tanto più a lungo verrà lasciata lavorare.

Se la crescita di nuovi ‘figli’ di Kombucha crea problemi (ma può accadere in inverno quando fa troppo freddo) potete provare a separare la nuova coltura che sta crescendo da quella per la preparazione della bevanda.

Si consiglia di lasciarla sulla superficie del liquido per almeno tre – cinque settimane.

La coltura di Kombucha cresce e ricopre completamente la superficie del tè.

Allo stesso tempo acquista uno spessore considerevole.

In realtà si tratta di strati sovrapposti che sono facilmente separabili.

Ognuna delle colture separate può essere utilizzata per la fermentazione del tè separatamente.

Se la coltura affonda nel recipiente, come già detto, se ne formerà una nuova in superficie.

In questo modo ogni coltura potrà continuare a riprodursi e a produrre la bevanda, fino a che non diventerà di un colore marrone scuro.

Quando avrà assunto questo colore sarà necessario rimpiazzarla con un’altra della sua prole.

In questo modo un’unica coltura può offrire a voi, alla vostra famiglia e ai vostri amici un rifornimento continuo di tè al Kombucha a un costo veramente bassissimo.

Per quanto riguarda l’imbottigliamento.

Usa delle bottiglie preferibilmente di vetro ma molto robuste e rotonde (non a base quadrata) se no scoppiano a causa della fermentazione, che prosegue parzialmente in bottiglia.

Per ottenere una bevanda particolarmente effervescente.

Aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero in ogni bottiglia.

Meglio lasciare un minimo d’aria nella bottiglia, per evitare che scoppino.

Ogni tre o quattro produzioni è meglio cambiare il “fungo”, mettendone uno nuovo, che si forma spontaneamente praticamente ogni volta.

Si può utilizzare la coltura “vecchia” per confezionare maschere di bellezza o per altri usi .

L’importante è non gettarla nel gabinetto perchè potrebbe adattarsi all’ambiente ricco di nutrimenti e riprodursi in maniera smodata nella fossa .

Vorrei aggiungere alcune precisazioni a queste istruzioni.

Per prima cosa io consiglio di non usare il tè in bustine, e non soltanto perché costa molto di più di quello sfuso ma è in genere di qualità assai inferiore.

Quindi almeno all’inizio è meglio non fare esperimenti e attenersi al tè nero.

Oltretutto è il tè che veniva originariamente usato in Oriente per la preparazione del Kombucha.

Il tè deve essere lasciato in infusione a lungo e risultare piuttosto scuro.

il tè nero è una delle bevande col più alto contenuto di purine e di tannini, che il Kombucha utilizza con vantaggio nel suo metabolismo.

Studi recenti hanno dimostrato che la coltura dà origine alle più alte concentrazioni di acido lattico e acido gluconico quando la soluzione nutriente è formata da tè nero.

Io non consiglio di non usare tutto tè verde dà una fermentazione meno vigorosa e si ottiene anche un prodotto meno gradevole come sapore che usando il tè nero.

Inoltre il tè verde è sì un ottimo protettivo nei confronti del cancro, ma non sappiamo se i preziosi polifenoli vengono metabolizzati o alterati durante la fermentazione.

Meglio consumare il tè verde a parte e concedere il tè nero al Kombucha,ci ripagherà crescendo meglio, più buono, più ricco di elementi utili.

Si può usare anche lo zucchero di canna, ma oltre a spendere parecchio di più si ottiene un sapore strano e a me sembra anche che la coltura fermenti meno bene.

Il zucchero è un lento veleno ma che nel caso specifico serve ad alimentare i lieviti.

Il Kombucha non ha bisogno dei minerali dello zucchero di canna perché già li trae dal tè nero.

Gunther Frank dopo aver svolto una ricerca veramente approfondita ed aver effettuato svariate prove non ha dubbi: la zucchero bianco è il migliore in assoluto, per il Kombucha.

Per prima cosa esso viene presto scisso dai fermenti in glucosio e fruttosio, in proporzioni identiche.

Il glucosio è pressoché interamente usato dai lieviti per dare origine agli acidi:

(gluconico, glucoronico, ialuronico, usnico…), a vitamine (specialmente C e del gruppo B), a sostanze antibiotiche, anidride carbonica etc.

Il fruttosio è usato anch’esso, ma in seconda istanza e ne rimane una piccola parte nella bevanda finale dello zucchero bianco iniziale non rimane nulla.

Il Ph risultante è molto più basso e la quantità di acido glucoronico è molto più elevata usando lo zucchero bianco che quello integrale di canna.

Inoltre la bevanda risultante dall’uso dello zucchero integrale di canna contiene poca anidride carbonica (segno di una fermentazione difficoltosa) e risulta molto torbida e filacciosa e di sapore poco gradevole.

Quanto a noi, possiamo assumere i minerali che ci servono da altre fonti, senza dover proprio andare a rendere difficile la vita al Kombucha.

Da evitare invece il miele, che avendo proprietà antibiotiche proprie (che oltretutto variano a seconda della qualità dei nettari di provenienza) potrebbe sposarsi male coi fermenti e impedirne addirittura una corretta moltiplicazione.

Inoltre nel miele predomina il fruttosio (34-41%) rispetto al glucosio (28-35%), che come abbiamo visto non è pienamente “gradito” dal Kombucha.

Dove trovare il fungo.

La cosa migliore è trovare qualche amico che ce lo regali.

Il fungo infatti si moltiplica ad ogni ciclo di fermentazione e alla fine se ne hanno tanti che bisogna buttarli via.

In alternativa bisogna cercare qualcuno che lo venda o regali via internet.

Su internet ci sono blog seri io me lo sono fatto arrivare da Mauro Ceci che gestisce un bel gruppo su facebook.

Qualcuno lo regala ma bisogna essere ben certi che si tratti di persona seria e coscienziosa.

Conclusione

Il Kombucha è un prodotto completamente naturale, biologico, eubiotico.

E’ facile da preparare, assai poco costoso e gradevole da assumere.

Supremo disintossicante, ha dimostrato di possedere notevoli proprietà farmacologiche.

Non comporta effetti collaterali indesiderati, se usato correttamente è ben tollerato da tutti.

Il Kombucha aiuta il corpo a difendersi e a riprendersi velocemente da varie malattie.

Gli antichi medici cinesi usavano il Kombucha per inseguire l’irrealizzabile sogno dell’immortalità. noi umani siamo più pratici possiamo usarlo come preventivo o semplicemente per migliorare la qualità di vita.

Maurizio Gobetti

Leggi anche la:

Parte prima.

Parte seconda. 

Parte terza.

Parte quarta.



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Maurizio Gobetti

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